Approvato in Senato con 160 voti favorevoli il Decreto sicurezza bis, ossia il decreto legge n.53 del 14 giugno 2019, che cambierà molto di quanto previsto fino a oggi in materia di soccorso in mare e ordine pubblico.
Decreto Sicurezza: cos’è e cosa prevede
Il Decreto sicurezza bis si compone di 18 articoli e gli argomenti principali sono: immigrazione clandestina (coordinamento investigativo, potenziamento della disciplina dei rimpatri clandestini), gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive (e in generale tutte le manifestazioni all’aperto, con l’obiettivo di contrastare la violenza) oltre a prevedere lo stanziamento di maggiori fondi per le forze dell’Ordine e interventi per eliminare gli arretrati nell’esecuzione dei provvedimenti penali di condanna definitiva con modifiche al Codice Penale.
Migrazioni e chiusura dei porti
I primi 5 articoli riguardano proprio il soccorso in mare e l’articolo 1 prevede che il ministro dell’Interno possa “limitare o vietare l’ingresso, il transito e la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale”. E questo per motivi di ordine e di sicurezza pubblica.
Si legge ancora all’articolo 1 che: “Il provvedimento è adottato di concerto con il ministro della Difesa e con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, informandone il Presidente del Consiglio dei ministri”. In una prima versione tali ministeri dovevano solo essere informati, adesso dovranno controfirmare il provvedimento.
Quanto alle sanzioni previste, in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, è prevista una multa che va da un minimo di 150mila euro a un massimo di 1 milione di euro per il comandante della nave. Inoltre, come sanzione aggiuntiva, è stabilito anche il sequestro della nave.
Il comandante può essere arrestato in flagranza di reato nel caso in cui faccia resistenza o violenza contro la nave da guerra. Il collegamento all’episodio avvenuto con Carola Rackete e la Sea Watch è lampante.
Inizialmente la confisca era prevista solo se il reato veniva reiterato e, quanto alla sanzione, pure questa è stata inasprita (prima era dai 10mila a 50mila euro) e nella versione precedente del decreto coinvolgeva anche l‘armatore della nave che, da adesso, invece pagherà solo se il comandante non sarà in grado di farlo.
Decreto Sicurezza bis: cos'è e cosa prevedeClick To TweetFondi contro l’immigrazione clandestina
Il decreto prevede nuovi fondi per sostenere tutte le azioni per contrastare l’immigrazione non regolare e le operazioni di polizia sotto copertura: 500mila euro per il 2019 che arrivano a un milione di euro nel 2020 e 1,5 milioni di euro per il 2021. Con questi soldi si cercherà di far fronte a tutte le operazioni necessarie per contrastare l’immigrazione clandestina.
Manifestazioni pubbliche: le nuove norme che le regolano
Non solo immigrazione, ma anche nuove norme per quanto riguarda la gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e anche quelle sportive.
Il decreto prevede che si punisca “chiunque nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, utilizzi – in modo da creare concreto pericolo a persone o cose – razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonché facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti o comunque atti ad offendere”. Reclusione da 1 a 4 anni per chi si comporta in questo modo. È ancora più grave se i reati vengono commessi in manifestazioni aperte al pubblico o in luogo pubblico.
Inoltre è vietato l’uso di caschi o di qualsiasi cosa che possa rendere non riconoscibile una persona. Chi viola tale norma sarà punito con una pena che va da 2 ai 3 anni e una possibile ammenda fino ai 6mila euro. Si inaspriscono poi le misure per chi minaccia un pubblico ufficiale o fa resistenza, non esisterà più la “lieve tenuità del fatto”.
Quanto alle manifestazioni sportive, chi è stato denunciato per avere preso parte attiva a episodi di violenza su persone e cose in occasione o a causa di altre manifestazioni sportive o ha incitato e inneggiato alla violenza subirà il Daspo, ossia il divieto di accedere agli impianti.
È inoltre prevista una reclusione che va un minimo di 6 mesi a un massimo di 5 anni verso chi commette atti di violenza o minaccia gli arbitri, ma anche le altre figure che garantiscono la regolarità del gioco (guardalinee ecc..).
Nuove assunzioni al ministero della Giustizia
Il Ministero della Giustizia potrà assumere fino a 800 unità di personale amministrativo non dirigenziale, con lo scopo di attuare un programma “di interventi, temporaneo ed eccezionale, finalizzato ad eliminare, anche mediante l’uso di strumenti telematici, l’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze penali di condanna, nonché di assicurare la piena efficacia dell’attività di prevenzione e repressione dei reati”. Insomma per accelerare le operazioni saranno messi a disposizione 3.518.433 euro per il 2019 e 24.629.026 per il 2020.
Aumentati i buoni pasto per la polizia e gli straordinari per i vigili del fuoco
I buoni pasto per i poliziotti vengono aumentati da 4 a 7 euro, inoltre, sono previsti fondi per aggiornare le divise.
Buone notizie anche per i pompieri a cui viene aumentato il monte ore di straordinari previsti in un anno. Si passa a 259.890 nel 2019 fino a 340.000 nel 2020.
Affitti brevi e turistici: entro quando comunicare gli ingressi
Il decreto sicurezza bis riguarda anche chi affitta case e camere, in particolare con Airbnb o bed and breakfast: le generalità degli ospiti che soggiornano meno di 24 ore andranno comunicate alla questura non più entro 24 ore ma entro 6 ore.
Sappi comunque che perché questa norma entri in vigore, dovrà prima esprimersi il Viminale precisando le nuove modalità di comunicazione telematica alle questure.
Bravissima Cristina. Grazie mille
Riguardo l’ultimo punto qui trattato, si rimedia in effetti ad un’assurdità. Se lo scopo principale del segnalare gli ospiti delle strutture ricettive è individuare ricercati, latitanti o soggetti potenzialmente pericolosi (oltre che conoscere i dispersi in zona in caso di calamità o crolli) non aveva alcun senso farlo entro 24 ore se i tempi di soggiorno erano inferiori, cioè “dopo che la volpe aveva lasciato la tana”
Descrizione molto esplicativa e sintetica di rapida comprensione e piacevole da leggere
Grazie!
Articolo scritto con un linguaggio immediato, di facile comprensione, badando a trasmettere l’essenzialità della notizia, per un pubblico non necessariamente di giuristi.
Concorderete tutti: merce rara oggigiorno.
Complimenti all’autrice.
Cristian